Esce dalla palestra con il cagnolino per andare a fare due passi e, vista la zona appartata, gli togli il guinzaglio. Due minuti dopo il dramma: il piccolo Schnauzer si avvicina a un cane di grossa taglia che senza esitazione lo attacca azzannandolo al muso, al collo e alla schiena. Niente da fare per il cane aggredito: muore poco dopo nell'ambulatorio di un veterinario.
L'episodio è accaduto sabato mattina attorno alle nove e mezza nella zona di piazza dell'Anconetta, a due passi dalla palestra Dieciventidue. Il cane vittima dell'attacco è dei proprietari della palestra. Sabato mattina l'animale era in compagnia della padrona quando è uscito per fare una passeggiata nel verde.
Senza guinzaglio, lo Schnauzer nano ha fatto un po' di strada, sempre restando a pochi metri dalla proprietaria. Finché ha visto il cane più grande, anche lui accanto alla propria padrona. Un cane grosso e dall'aria non troppo rassicurante, un'incrocio tra un Pitbull e un Labrador.
Il cane più piccolo, come spesso accade, è andato a provocare il bestione? Possibile. Ma su questi particolari sono in corso accertamenti da parte della polizia locale, e in particolare degli agenti del Nucleo Mobile di viale Fiume. Non è nemmeno del tutto certo che il grosso cane fosse libero, come peraltro ammesso dalla stessa padrona. La proprietaria dello Schnauzer nano avrebbe smentito la circostanza sostenendo che l'animale azzannatore era al guinzaglio.
Collimano invece le testimonianze a proposito dell'assalto mortale. Breve ma definitivo. Le potenti mascelle del Pitbull hanno azzannato più volte il piccolo cane lasciandolo stramazzato al suolo. La padrona è corsa dal veterinario, nella vicina via Cardone. Ma è stato inutile, il cagnolino era in fin di vita. Il suo cuore ha cessato di battere mentre il veterinario tentava l'impossibile.
Meno di un'ora dopo sono giunti sul posto gli agenti della polizia locale che nel pomeriggio hanno finito di raccogliere testimonianze ed elementi sulla vicenda. Non è improbabile che il dramma finisca con una querela.
http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2011/01/30/news/anconetta-bastardino-sbranato-dal-cane-killer-3314936
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martedì 1 febbraio 2011
mercoledì 19 gennaio 2011
NUOVA LEGGE PER I CANI PERICOLOSI
LEVANTE LIGURE - Se il cane ha morsicato, può farlo ancora. E per questo il suo nome deve essere inserito un uno speciale elenco: una “lista nera”, il Registro dei cani morsicatori (chiamato anche Registro dei cani impegnativi) tenuto dai veterinari dell’Asl 4.
È quanto prevede una recente legge, entrata in vigore la scorsa primavera, che impone alle aziende sanitarie la tenuta di questo particolare elenco di animali. E che prevede una serie di obblighi per i loro padroni: dai corsi di formazione per i proprietari all’obbligo di museruola e guinzaglio in luoghi aperti al pubblico; dall’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile ad un esame di valutazione dell’indole del cane, effettuata da un veterinario privato. La nuova normativa è più severa e stringente di quella precedente, perché i casi di aggressione da parte del “miglior amico dell’uomo” stanno aumentando. In questo senso il territorio del Levante non fa eccezione. Se nel 2010 i cani inseriti nell’elenco erano stati appena due, nei primi giorni di gennaio si sono verificati nuovi casi di morsicature significative, e altri tre animali, che vivono nel Tigullio, sono stati inseriti nella “black list” canina. Tutto il lavoro di accertamento dei casi, e la valutazione della pericolosità degli animali sono svolti dai veterinari della struttura complessa di Veterinaria dell’Asl 4, dove lavorano Alessandra Raffo, responsabile, Lucio Fè e Flavia Cantaruti. «L’inserimento dell’animale nell’elenco dei cani morsicatori discende da un primo evento di aggressione, che deve essere di una certa gravità – spiega Alessandra Raffo – Basti pensare che, nel 2010, nel nostro territorio di copertura, si sono verificati 74 casi di morsicature, da cane a cane o da cane a uomo. Ma di questi solo due hanno determinato l’inserimento dell’animale nel registro». Si stima che nel Levante vivano da 12 a 15 mila cani. La legge precedente, varata dagli ex ministri Girolamo Sirchia e Livia Turco, stabiliva quali fossero le razze pericolose, ma questa disciplina, di fatto, escludeva tutti gli animali meticci, prendendo in considerazione soltanto gli individui appartenenti a determinate specie. «Non solo. La precedente normativa non aiutava nel caso di cani aggressivi ma appartenenti ad altre razze, o di taglia piccola – dice Lucio Fè – La statistica ci dimostra che un cane può essere aggressivo e pericoloso a prescindere dalla specie di appartenenza». Il punto di partenza, nel caso di aggressione cane-uomo, è un referto di pronto soccorso, che accerti una morsicatura significativa. Nell’eventualità di aggressione cane-cane la segnalazione può essere presentata dallo stesso proprietario dell’animale morsicato. Di qui parte l’iter di valutazione del caso. Entrano in azione i veterinari dell’Asl, che convocano il padrone e l’animale in un ambulatorio. Oppure svolgono un accertamento a domicilio. Viene compilato un questionario, che valuta una serie di parametri, tra cui l’età, il peso, le condizioni in cui l’aggressione si è verificata. Da questi dati si ricava un coefficiente di rischio: se il rischio è potenzialmente elevato il cane viene inserito nel Registro dei cani morsicatori. E per il padrone nascono nuovi obblighi. L’Asl informa il Comune di residenza del proprietario dell’animale, e viene emessa un’ordinanza che obbliga quest’ultimo ad avere sempre con sé la museruola e all’utilizzo costante di guinzaglio quando l’animale è all’aperto; alla stipula di un’assicurazione di responsabilità civile; ad una valutazione effettuata da parte di un veterinario privato. Infine, il proprietario del cane dovrà frequentare un corso formativo, al termine del quale viene rilasciato uno speciale patentino. Trattandosi di un’ordinanza, il proprietario inadempiente incorre nel reato penale di inosservanza di un provvedimento dell’autorità: oltre alla denuncia e alle relative sanzioni si rischia di perdere il proprio animale, che subirebbe l’accompagnamento coatto in un canile.
http://www.ilsecoloxix.it/p/levante/2011/01/19/AN32NedE-cani_arrivato_patentino.shtml
È quanto prevede una recente legge, entrata in vigore la scorsa primavera, che impone alle aziende sanitarie la tenuta di questo particolare elenco di animali. E che prevede una serie di obblighi per i loro padroni: dai corsi di formazione per i proprietari all’obbligo di museruola e guinzaglio in luoghi aperti al pubblico; dall’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile ad un esame di valutazione dell’indole del cane, effettuata da un veterinario privato. La nuova normativa è più severa e stringente di quella precedente, perché i casi di aggressione da parte del “miglior amico dell’uomo” stanno aumentando. In questo senso il territorio del Levante non fa eccezione. Se nel 2010 i cani inseriti nell’elenco erano stati appena due, nei primi giorni di gennaio si sono verificati nuovi casi di morsicature significative, e altri tre animali, che vivono nel Tigullio, sono stati inseriti nella “black list” canina. Tutto il lavoro di accertamento dei casi, e la valutazione della pericolosità degli animali sono svolti dai veterinari della struttura complessa di Veterinaria dell’Asl 4, dove lavorano Alessandra Raffo, responsabile, Lucio Fè e Flavia Cantaruti. «L’inserimento dell’animale nell’elenco dei cani morsicatori discende da un primo evento di aggressione, che deve essere di una certa gravità – spiega Alessandra Raffo – Basti pensare che, nel 2010, nel nostro territorio di copertura, si sono verificati 74 casi di morsicature, da cane a cane o da cane a uomo. Ma di questi solo due hanno determinato l’inserimento dell’animale nel registro». Si stima che nel Levante vivano da 12 a 15 mila cani. La legge precedente, varata dagli ex ministri Girolamo Sirchia e Livia Turco, stabiliva quali fossero le razze pericolose, ma questa disciplina, di fatto, escludeva tutti gli animali meticci, prendendo in considerazione soltanto gli individui appartenenti a determinate specie. «Non solo. La precedente normativa non aiutava nel caso di cani aggressivi ma appartenenti ad altre razze, o di taglia piccola – dice Lucio Fè – La statistica ci dimostra che un cane può essere aggressivo e pericoloso a prescindere dalla specie di appartenenza». Il punto di partenza, nel caso di aggressione cane-uomo, è un referto di pronto soccorso, che accerti una morsicatura significativa. Nell’eventualità di aggressione cane-cane la segnalazione può essere presentata dallo stesso proprietario dell’animale morsicato. Di qui parte l’iter di valutazione del caso. Entrano in azione i veterinari dell’Asl, che convocano il padrone e l’animale in un ambulatorio. Oppure svolgono un accertamento a domicilio. Viene compilato un questionario, che valuta una serie di parametri, tra cui l’età, il peso, le condizioni in cui l’aggressione si è verificata. Da questi dati si ricava un coefficiente di rischio: se il rischio è potenzialmente elevato il cane viene inserito nel Registro dei cani morsicatori. E per il padrone nascono nuovi obblighi. L’Asl informa il Comune di residenza del proprietario dell’animale, e viene emessa un’ordinanza che obbliga quest’ultimo ad avere sempre con sé la museruola e all’utilizzo costante di guinzaglio quando l’animale è all’aperto; alla stipula di un’assicurazione di responsabilità civile; ad una valutazione effettuata da parte di un veterinario privato. Infine, il proprietario del cane dovrà frequentare un corso formativo, al termine del quale viene rilasciato uno speciale patentino. Trattandosi di un’ordinanza, il proprietario inadempiente incorre nel reato penale di inosservanza di un provvedimento dell’autorità: oltre alla denuncia e alle relative sanzioni si rischia di perdere il proprio animale, che subirebbe l’accompagnamento coatto in un canile.
http://www.ilsecoloxix.it/p/levante/2011/01/19/AN32NedE-cani_arrivato_patentino.shtml
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venerdì 19 novembre 2010
PITBULL SBRANA YORKSHIRE - INDIVIDUATO IL PADRONE PLURIPREGIUDICATO
ROMA - È stato individuato dagli agenti del commissariato Prenestino il padrone del pitbull che ieri mattina in via del Pergolato, a Centocelle, ha sbranato uno yorkshire e ferito il suo proprietario che ha tentato di difenderlo.
I poliziotti sono risaliti al proprietario, un pluripregiudicato romano di 49 anni, grazie al microchip del cane e alle indicazioni del canile. A quanto si apprende l'uomo, M.B., è indagato per lesioni. Il proprietario del cagnolino e la guardia giurata che ha abbattuto il cane inferocito avrebbero già sporto denuncia. L'uomo per giustificare l'accaduto ha raccontato che il pitbull, in sua assenza, ha scavalcato la recinzione dell'officina di via Palmiro Togliatti di cui è titolare e raggiunto il vicino parco.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=125322&sez=HOME_ROMA
I poliziotti sono risaliti al proprietario, un pluripregiudicato romano di 49 anni, grazie al microchip del cane e alle indicazioni del canile. A quanto si apprende l'uomo, M.B., è indagato per lesioni. Il proprietario del cagnolino e la guardia giurata che ha abbattuto il cane inferocito avrebbero già sporto denuncia. L'uomo per giustificare l'accaduto ha raccontato che il pitbull, in sua assenza, ha scavalcato la recinzione dell'officina di via Palmiro Togliatti di cui è titolare e raggiunto il vicino parco.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=125322&sez=HOME_ROMA
mercoledì 9 giugno 2010
PITBULL AZZANA BAMBINA DI 5 ANNI NEL MILANESE, GRAVI LESIONI
MILANO - Una bambina di cinque anni è stata assalita da un cane di razza pitbull oggi a Paderno Dugnano, in provincia di Milano. “Considerate le precedenti aggressioni di questi cani, è un miracolo che la bambina non sia in pericolo di vita’ ha dichiarato il presidente del Codacons, avv. Marco Maria Donzelli.“Questa ennesima aggressione da parte dei pitbull è la dimostrazione del totale fallimento della nuova ordinanza del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, che ha la responsabilità di aver cancellato senza giustificazione alcuna la lista delle 17 razze ritenute potenzialmente più pericolose, tra le quali appunto il pitbull, eliminando conseguentemente tutti i rimedi collegati a questa lista, dall’obbligo per i padroni di questi cani di condurli sia con il guinzaglio che con la museruola a quello di stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi’ ha proseguito Donzelli.
Ricordiamo che la nuova ordinanza della Martini è stata impugnata dal Codacons al Tar e si è in attesa della discussione nel merito.
Il Codacons chiede non solo il ripristino delle 17 razze, ma anche l’obbligo del patentino per i proprietari di questi cani. Attualmente, infatti, è obbligatorio solo ex post, ossia dopo il cane ha già dimostrato al veterinario di essere aggressivo e pericoloso, ossia dopo che ha morsicato e ridotto in fin di vita qualcuno. L’ordinanza della Martini, infatti, all’art. 3 comma 2 stabilisce che i servizi veterinari decideranno le misure di prevenzione e la necessità di un intervento terapeutico comportamentale “nel caso di rilevazione di rischio potenziale elevato, in base alla GRAVITA’ delle eventuali lesioni provocate a persone, animali o cose’, ossia solo dopo che le aggressioni si sono verificate. Anzi, non basterà essere morsicati, ma occorrerà che le lesioni provocate dal cane siano GRAVI !!!!
Per i pitbull, però, il Codacons chiede misure aggiuntive, vietando per il futuro la libera vendita.“Sono cani potenzialmente troppo pericolosi per poter essere venduti a chiunque ne faccia richiesta, come se si trattasse di un cocker. Per questo chiediamo l’obbligo del patentino per chi ha già questi cani e che, per il futuro, non siano più allevati e venduti liberamente’ ha concluso il presidente del Codacons, avv. Marco Maria Donzelli.
http://www.improntalaquila.org/2010/01/21/articolo1936/
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lunedì 7 giugno 2010
BIMBO DI 13 MESI AZZANNATO
PAVIA - Un bambino di appena 13 mesi, residente a Vigevano (Pavia), è stato ricoverato in gravi condizioni al Policlinico San Matteo di Pavia dopo essere stato azzannato dal cane dei nonni paterni. L'incidente è avvenuto intorno alle 19 di oggi a Vigevano, nel giardino della villa dei nonni del piccolo, nel centro della città. Da una prima ricostruzione sembra che il bimbo si trovasse in braccio alla nonna la quale, dopo aver sentito squillare il telefono, è rientrata dentro casa, mettendo giù il nipotino. Il cane, un dogo argentino, ha aggredito il piccolo all'improvviso: inizialmente è saltato addosso al bambino, pare con il solo intento di giocare, ma il piccolo non ha retto il peso dell'animale ed è finito a terra, battendo la nuca con violenza. Il pianto del bimbo avrebbe poi scatenato la reazione del dogo, che lo ha azzannato al volto. Soccorso dai volontari della Croce rossa di Vigevano, il bambino è stato trasportato al pronto soccorso di Vigevano per poi essere trasferito in serata a Pavia. Secondo i medici, il piccolo non sarebbe in pericolo di vita. La polizia ha avviato gli accertamenti.
http://www.leggonline.it/articolo.php?id=65572
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giovedì 20 maggio 2010
Rottweiler aggredisce anziana. Codacons "la Martini si dimetta"
Una donna di ottant'anni è stata gravemente ferita da un rottwailer nel bergamasco. Ora il Codacons dice basta e chiede l'urgente ripristino della lista delle 17 razze pericolose e l'obbligo del patentino per i proprietari, sottolineando che grazie alle norme Martini, ora si è obbligati ad averlo solo ex post, ossia dopo che il cane ha ridotto in fin di vita qualcuno.
Per il Codacons questa aggressione e’ “l’ennesima drammatica dimostrazione che i cani non sono tutti uguali, come ha voluto ideologicamente sostenere il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini che nella sua ordinanza, attualmente in vigore, ha preferito tutelare il presunto diritto dei cani alla loro supposta uguaglianza invece della salute degli esseri umani, confondendo peraltro l’aggressivita’ dei cani con la loro pericolosità". La vicenda di Bergamo insomma sarebbe l'ennesima dimostrazione del fallimento di questa ordinanza, che, equiparando i rottweiler ai cocker, ha solo confermato il fanatismo animalista che l’ha originata".
"Quel cane ha aggredito ben 4 persone, che sono state salvate da conseguenze ancor peggiori, grazie all’intervento di un carabiniere che ha dovuto sparare al cane - prosegue la nota del Codacons - perche’ interrompesse l’aggressione. Il Codacons chiede le dimissioni del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, che ha la responsabilità di aver cancellato senza giustificazione alcuna la lista delle 17 razze ritenute potenzialmente piu’ pericolose, tra le quali appunto il rottweiler, eliminando conseguentemente tutti i rimedi collegati a questa lista, dall’obbligo per i padroni di questi cani di condurli sia con il guinzaglio che con la museruola a quello di stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi”.
unedì 12 aprile 2010
http://www.bighunter.it/Cani/ArchivioNews/tabid/207/newsid729/5163/Default.aspx
Per il Codacons questa aggressione e’ “l’ennesima drammatica dimostrazione che i cani non sono tutti uguali, come ha voluto ideologicamente sostenere il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini che nella sua ordinanza, attualmente in vigore, ha preferito tutelare il presunto diritto dei cani alla loro supposta uguaglianza invece della salute degli esseri umani, confondendo peraltro l’aggressivita’ dei cani con la loro pericolosità". La vicenda di Bergamo insomma sarebbe l'ennesima dimostrazione del fallimento di questa ordinanza, che, equiparando i rottweiler ai cocker, ha solo confermato il fanatismo animalista che l’ha originata".
"Quel cane ha aggredito ben 4 persone, che sono state salvate da conseguenze ancor peggiori, grazie all’intervento di un carabiniere che ha dovuto sparare al cane - prosegue la nota del Codacons - perche’ interrompesse l’aggressione. Il Codacons chiede le dimissioni del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, che ha la responsabilità di aver cancellato senza giustificazione alcuna la lista delle 17 razze ritenute potenzialmente piu’ pericolose, tra le quali appunto il rottweiler, eliminando conseguentemente tutti i rimedi collegati a questa lista, dall’obbligo per i padroni di questi cani di condurli sia con il guinzaglio che con la museruola a quello di stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi”.
unedì 12 aprile 2010
http://www.bighunter.it/Cani/ArchivioNews/tabid/207/newsid729/5163/Default.aspx
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Albisola: bimba azzannata da dobermann, interviene Codacons
Una bambina di nove anni e mezzo è stata azzannata alla testa da un dobermann mentre giocava con l’animale a Luceto di Albisola Superiore, nel Savonese. La piccola è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Savona ed è stata operata. Oltre 50 i punti di sutura per ricucire le ferite provocate dalle unghiate e dai morsi del cane.
Per il Codacons è stata una scampata tragedia. Da anni l’associazione di consumatori denuncia la pericolosità del dobermann. Con una diffida del 14 luglio 2008, infatti, il Codacons aveva intimato al sottosegretario alla Salute Francesca Martini di ampliare la lista delle 17 razze considerate all’epoca potenzialmente pericolose, aggiungendo: American Staffordshire Terrier, Mastino napoletano, Cane Corso, Staffordshire Bull Terrier, Dogue De Bordeaux, Mastiff ed, appunto, il Dobermann.
Ma il sottosegretario Martini non solo non ha ampliato le 17 razze, ma le ha addirittura eliminate. Per questo il Codacons ora ne chiede le dimissioni. L’aggressione di oggi è solo l’ennesima drammatica dimostrazione che ci sono alcune razze che, per quanto possano essere considerate “buone” come le altre, restano comunque potenzialmente molto più pericolose, per la loro potenza, per la forza che hanno, per il tipo di presa.
Insomma i cani non sono tutti uguali, come ha voluto ideologicamente sostenere il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini che nella sua ordinanza, attualmente in vigore, ha preferito tutelare il presunto diritto dei cani alla loro supposta uguaglianza invece della salute degli esseri umani, confondendo peraltro l’aggressività dei cani con la loro pericolosità. La vicenda di oggi è la dimostrazione del fallimento di questa ordinanza, che, equiparando i dobermann ai cocker, ha solo confermato il fanatismo animalista che l’ha originata.
Il Codacons chiede non solo il ripristino e l’ampliamento delle 17 razze, ma anche l’obbligo del patentino per i proprietari di questi cani. Attualmente, infatti, è obbligatorio solo ex post, ossia dopo il cane ha già dimostrato al veterinario di essere aggressivo e pericoloso, ossia dopo che ha morsicato e ridotto in fin di vita qualcuno. L’ordinanza della Martini, infatti, all’art. 3 comma 2 stabilisce che i servizi veterinari decideranno le misure di prevenzione e la necessità di un intervento terapeutico comportamentale “nel caso di rilevazione di rischio potenziale elevato, in base alla gravità delle eventuali lesioni provocate a persone, animali o cose”, ossia solo dopo che le aggressioni si sono verificate. Anzi, non basterà essere morsicati, ma occorrerà che le lesioni provocate dal cane siano gravi!!!!
Mercoledì 19 Maggio 2010 ore 15:15
http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=76487
Per il Codacons è stata una scampata tragedia. Da anni l’associazione di consumatori denuncia la pericolosità del dobermann. Con una diffida del 14 luglio 2008, infatti, il Codacons aveva intimato al sottosegretario alla Salute Francesca Martini di ampliare la lista delle 17 razze considerate all’epoca potenzialmente pericolose, aggiungendo: American Staffordshire Terrier, Mastino napoletano, Cane Corso, Staffordshire Bull Terrier, Dogue De Bordeaux, Mastiff ed, appunto, il Dobermann.
Ma il sottosegretario Martini non solo non ha ampliato le 17 razze, ma le ha addirittura eliminate. Per questo il Codacons ora ne chiede le dimissioni. L’aggressione di oggi è solo l’ennesima drammatica dimostrazione che ci sono alcune razze che, per quanto possano essere considerate “buone” come le altre, restano comunque potenzialmente molto più pericolose, per la loro potenza, per la forza che hanno, per il tipo di presa.
Insomma i cani non sono tutti uguali, come ha voluto ideologicamente sostenere il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini che nella sua ordinanza, attualmente in vigore, ha preferito tutelare il presunto diritto dei cani alla loro supposta uguaglianza invece della salute degli esseri umani, confondendo peraltro l’aggressività dei cani con la loro pericolosità. La vicenda di oggi è la dimostrazione del fallimento di questa ordinanza, che, equiparando i dobermann ai cocker, ha solo confermato il fanatismo animalista che l’ha originata.
Il Codacons chiede non solo il ripristino e l’ampliamento delle 17 razze, ma anche l’obbligo del patentino per i proprietari di questi cani. Attualmente, infatti, è obbligatorio solo ex post, ossia dopo il cane ha già dimostrato al veterinario di essere aggressivo e pericoloso, ossia dopo che ha morsicato e ridotto in fin di vita qualcuno. L’ordinanza della Martini, infatti, all’art. 3 comma 2 stabilisce che i servizi veterinari decideranno le misure di prevenzione e la necessità di un intervento terapeutico comportamentale “nel caso di rilevazione di rischio potenziale elevato, in base alla gravità delle eventuali lesioni provocate a persone, animali o cose”, ossia solo dopo che le aggressioni si sono verificate. Anzi, non basterà essere morsicati, ma occorrerà che le lesioni provocate dal cane siano gravi!!!!
Mercoledì 19 Maggio 2010 ore 15:15
http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=76487
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